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IL CONTROTELAIO E IL CAPPOTTO TERMICO

Controtelaio e cappotto termico sono due elementi in stretto rapporto l’uno con l’altro.


Per ottenere un funzionamento ottimale di entrambi bisogna che siano inseriti in un unico progetto per non commettere l’errore di farli lavorare disgiuntamente.

Pertanto, viste le attuali agevolazioni fiscali, compreso il Decreto Rilancio con detrazioni al 110%, è obbligatorio prevedere sin dall’inizio (e non in corso d’opera) un progetto esecutivo di risanamento energetico dove tutti i materiali vengono individuati e connessi l’uno con l’altro. Nel nostro caso specifico, il controtelaio e il cappotto termico.


Cos’è il cappotto termico

Il cappotto termico (detto anche isolamento a cappotto), è una tecnica per la coibentazione termica degli edifici, finalizzata a diminuire la dispersione del calore.
È un sistema molto efficace e può essere effettuato sia all'interno che all'esterno dell'edificio. Per la sua estrema semplicità esecutiva, questo intervento è usato sia sulle nuove costruzioni che su interventi di ristrutturazione.

Ovviamente, ci sono tutta una serie di norme tecniche da rispettare sia per la progettazione, sia per la posa del cappotto, nonché la scelta dei materiali che devono far parte di un elenco CAM (Criteri Ambienti Minimi).


Cos’è il controtelaio

Fino a poco tempo fa, a seconda della regione dove ci si trovava ad operare, veniva chiamato in vario modo: falso telaio, cassa matta, telaio morto e, appunto, controtelaio.

Questa confusione si rispecchiava anche nella stessa posa in opera delle finestre che veniva effettuata e definita secondo la famigerata frase “a perfetta regola dell’arte”. In poche parole, vigeva l’anarchia.

Dopo la pubblicazione della norma tecnica (volontaria) UNI 11673-1 “Posa in opera di serramenti – Parte 1: Requisiti e criteri di verifica della progettazione”, avvenuta il 2 marzo 2017, le cose sono cambiate sia per la posa sia per la definizione del nome che è diventato per tutti “controtelaio”.

C’è da dire anche che l’utilizzo del controtelaio è una consuetudine prettamente italiana; nel nord Europa non viene utilizzato e il serramento viene posato nella muratura grezza. Solo dopo viene raccordato su di esso il cappotto dell’intonaco. Questo è il primo “giunto” da gestire: la connessione tra muro, controtelaio e cappotto, chiamato nodo primario.

In virtù di ciò, il controtelaio risolve più problematiche:

  • definisce o riquadra il vano murario dove poi verrà alloggiato il serramento.
  • indica all’impresa edile dove deve raccordare il cappotto esterno, la muratura interna e il davanzale interno ed esterno.
  • elimina il ponte termico dei davanzali passanti in quanto è munito anche di quarto lato termico.



Quali sono i materiali con cui è possibile realizzare il controtelaio?

I materiali più utilizzati sono il legno di pino, i pannelli fenolici, i pannelli di OSB (tutti impregnati) o mescole di PVC e legno. La caratteristica comune di tutti questi materiali è quella di essere isolanti.

Capita frequentemente, ancora oggi, di trovare cantieri con controtelai in ferro: cosa assolutamente da evitare per problemi di fessurazione, di ponti termici, di muffe e condensa.

Il controtelaio, inoltre, deve essere corredato di tutta una serie di materiali quali:

  • Nastri butilici sotto le teste dei controtelai e lungo il quarto lato per impermeabilizzare queste zone;
  • Barriere vapore da montare su tutto il perimetro interno del controtelaio per evitare che il vapore acqueo prodotto all’interno dell’abitazione dalle normali attività quotidiane, possa intrufolarsi dietro al controtelaio e qui, trovando una temperatura più bassa, condensare creando muffa e marcescenze;
  • Freno vapore: tutto il perimetro esterno del controtelaio deve essere rivestito con un nastro tecnico che evita di far entrare vento e acqua all’interno del giunto ma, al tempo stesso, deve permettere all’eventuale vapore di fuoriuscire;
  • Retina porta rasante: questo profilo, munito di “retina” anti fessurazione serve a raccordare la rasatura esterna del cappotto/intonaco contro il controtelaio. Essa serva ad evitare la formazione di crepe tra i vari materiali: intonaco/rasante/legno che hanno dilatazioni diverse l’una dall’altro. A tale proposito vi ricordo un detto alto-atesino: “Non c’è arte e non c’è ingegno di attaccar la malta al legno”;
  • Schiuma poliuretanica elastica: essa serve come isolante di riempimento (sui quattro lati) tra la “spalla” esterna del controtelaio, il quarto lato e la muratura. Attenzione, questo materiale non deve essere utilizzato come sigillante: non ha queste caratteristiche.

Infine, c’è da puntualizzare un’ultima cosa: il controtelaio standard.
Parlare di controtelaio standard non ha senso in quanto, proprio per farlo lavorare in sinergia con il cappotto termico, viene prodotto in maniera diversa per poter soddisfare le diverse esigenze di:

  • tipo di intervento (nuova costruzione, ristrutturazione, ecc.)
  • accessori utilizzati (tapparelle, zanzariere, ecc.)
  • posizionamento rispetto alla muratura (in luce, in mazzatta, ecc.)
  • dimensioni del serramento (spessore, altezza e larghezza)
  • tipologia di infisso (battente, scorrevole, ecc.)



Ma chi decide se utilizzare o meno il controtelaio?

Questo può variare a seconda del tipo di intervento:

  • Una nuova costruzione, generalmente, prevede la presenza di un progettista. È a lui che compete la progettazione del vano murario e quindi è lui che decide di utilizzare il controtelaio considerando le varie esigenze.
  • In una semplice sostituzione di serramenti, invece, probabilmente il progettista non c’è. Il serramentista, quindi, assumerà la doppia veste di progettista e di produttore/posatore dei serramenti e quindi è lui che dovrebbe richiedere, progettare, realizzare e, in alcuni casi, posare in opera il controtelaio. Questa sarebbe la soluzione migliore sempre che, ovviamente, il tutto sia stato preceduto da un progetto di posa.

Attenzione: devi sempre richiedere un progetto di posa!


A questo punto si apre uno scenario molto delicato: la posa del controtelaio.
Generalmente la posa del controtelaio viene effettuata da un operaio edile, un “muratore”. E spesso è proprio lui che lo richiede. Ma non sempre il muratore ha le competenze, l’abilità e le conoscenze dei materiali adeguati (a norma) da utilizzare per la posa del controtelaio. E non sempre il serramentista gli ha fornito un progetto esecutivo e spiegato cosa fare.


Cosa succede se non c'è un progetto di posa dei controtelai?

Che il nodo primario viene realizzato male inficiando anche il lavoro che si andrà a fare sul nodo secondario (collegamento tra controtelaio e serramento).
A questo punto potremmo aver scelto il miglior serramento possibile, ma sarà un buon serramento che non funziona. Come risolvere?

Affidandosi a tutta una serie di figure professionali che opereranno nel rispetto delle norme di riferimento:

  • UNI 10818/2015: “Finestre, portefinestre, porte e chiusure oscuranti - Ruoli, responsabilità e indicazioni contrattuali nel processo di posa in opera” dove si individuano gli “attori” che prenderanno parte al progetto e le rispettive responsabilità;
  • UNI 11673-1: “Posa in opera di serramenti – Parte 1: Requisiti e criteri di verifica della progettazione”;
  • UNI 11673-2: “Posa in opera di serramenti - Parte 2: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza del posatore di serramenti”;
  • UNI 11673-3: “Posa in opera di serramenti - Parte 3: Requisiti minimi per l'erogazione di corsi di istruzione e formazione non formale per installatori/posatori di serramenti”;
  • Affidandosi alla prossima UNI 11673-4: “Posa in opera di serramenti – Parte 4: Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione”.


Attenzione, devi diffidare quando, ancora oggi, trovi la famosa frase di rito “a perfetta regola dell’arte” che non significa perfettamente niente



Conclusioni

A questo punto avrai capito che se vuoi una casa con un alto risparmio energetico e usufruire nel contempo delle detrazioni governative del 110% non puoi fare a meno di rivolgerti a a professionisti coscienziosi che potranno aiutarti ad analizzare le tue necessità e realizzare, così, la tua casa dei sogni.

 

Se vuoi saperne di più contattaci e ti indicheremo il Rivenditore Autorizzato Pompeja più vicino a te che saprà rispondere a tutte le tue domande.

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