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FINESTRA ANTI EFFRAZIONE PER LA SICUREZZA DELLA CASA

Esiste la finestra anti effrazione? Per rispondere a questa domanda è necessario prima definire il concetto di sicurezza.


La parola sicurezza viene dal latino “sine cura” e significa “senza preoccupazioni”. Vuol dire sapere con certezza che una certa azione non causerà dei danni futuri.

Fin dalle origini l’uomo ha sentito il bisogno di proteggersi dalle intrusioni sviluppando sistemi sempre più performanti passando – pensiamo solamente alle porte – dai semplici chiavistelli in legno a serrature sempre più sofisticate. L’imperativo è sempre stato il salvaguardare la sicurezza e difendere l’incolumità delle persone e delle cose.

Per entrare nello specifico della domanda iniziale, bisogna sapere che la sicurezza anti effrazione (ossia dai tentativi di furto) la si ottiene attraverso tutta una serie di attività volte a tutelare la nostra protezione. In queste attività rientrano anche le installazioni di finestre e porte finestra “speciali”, denominate “anti effrazione”.

A questo punto è lecito chiedersi: sono realmente efficaci queste finestre?
E, se sì, quali caratteristiche devono avere le finestre anti effrazione?

Anche qui la risposta va esaminata attentamente.
Sì, sono efficaci. Bisogna fare attenzione, però, che tutti gli elementi che favoriscono la sicurezza siano stati realmente installati e non siano rimasti solo sul preventivo.

Mi spiego meglio: per essere veramente efficace una finestra anti effrazione deve possedere due prerogative
• Avere quegli elementi supplementari per la sicurezza che non ritroviamo in una finestra normale
• Il suo montaggio deve essere effettuato secondo un protocollo ben preciso


Come si riconosce una finestra anti effrazione?

Mettendo a confronto una finestra normale con una anti effrazione, la maggior parte delle persone non riuscirà a notare le differenze mentre, una persona esperta, immediatamente si accorgerà delle varie caratteristiche che le differenziano.

La finestra anti effrazione, per compiere efficacemente il compito cui è delegata, necessita di particolari soluzioni e accorgimenti e deve essere prodotta con l’utilizzo di materiali particolarmente resistenti, sia in termini di materia prima che di accessori.


Classi anti effrazione

Innanzitutto, il grado di protezione di una finestra anti effrazione si misura in base alla norma UNI-EN 1627, che stabilisce sei classi di sicurezza in base alle modalità applicate dallo “scassinatore” per forzare la finestra stessa.

Come chiarito nella tabella sottostante si parte dalla classe 1, che è la più bassa, relativa ad uno scassinatore “improvvisato”, e si arriva alla classe 6 che è la più elevata ed è relativa ad uno scassinatore “molto abile ed esperto” dotato di attrezzature specifiche.

CLASSE DESCRIZIONE RESISTENZA
RC1 Deve resistere a uno scassinatore improvvisato (atti di vandalismo) che tenta di entrare sfruttando solo la forza fisica (pugni, spallate, calci, ecc.). 30 secondi
RC2 Deve resistere a uno scassinatore occasionale che tenta di entrare utilizzando attrezzi semplici come cacciavite, pinze, cuneo. 3 minuti
RC3 Deve resistere a uno scassinatore esperto che tenta di accedere utilizzando attrezzi come un piede di porco, un cacciavite lungo o un piccolo martello. 5 minuti
RC4 Deve resistere a uno scassinatore esperto che oltre a utilizzare gli strumenti precedenti può usufruire di seghe, martelli, accette, scalpelli, trapani a batterie. 10 minuti
RC5 Deve resistere a scassinatori molto abili ed esperti che possono utilizzare anche attrezzi elettrici (trapano, seghe elettriche, dischi, ecc.). 15 minuti
RC6 Deve resistere a scassinatori molto abili ed esperti che utilizzano strumenti elettrici potenti come seghe a sciabola, mole con dischi grandi, ecc. 20 minuti


Tieni presente che, se la tua finestra non è nemmeno in classe RC1, vorrà dire che è in classe 0 e quindi, sicurezza uguale a zero.


Caratteristiche di una finestra antieffrazione

A questo punto, vediamo quali sono le caratteristiche tecniche di una finestra anti effrazione:

  • Le essenze di legno da utilizzare devono essere quelle molto “dure” per allungare i tempi di “scasso” e per dare maggiore forza di tenuta alle viti della ferramenta. In questo caso, il rovere è la scelta migliore.
  • Per le dimensioni strutturali, ossia lo spessore della finestra, è necessario uno spessore dai 68 mm in su.
  • Gli accessori di chiusura, nonché la composizione della ferramenta, deve essere studiata per avere caratteristiche diverse da quelle normalmente usate dai comuni serramenti.
  • Per avere maggiore resistenza allo strappo, le viti della ferramenta dovranno avere determinate dimensioni e caratteristiche e dovranno pre-forare il legno prima di essere avvitate alla struttura. Inoltre devono essere inserite non perfettamente perpendicolari ma leggermente inclinate al fine di aumentare la loro resistenza.
  • L’interasse di avvitatura sul telaio deve essere a non meno di 13 mm e quindi devono essere utilizzate battute telaio uguali o maggiori di 24 mm.
  • I nottolini della ferramenta che chiudono negli incontri dovranno essere del tipo a fungo, per non permettere il sollevamento della finestra e dovranno essere di un numero proporzionato al livello anti effrazione che si vuole raggiungere.
  • La maniglia deve prevedere un dispositivo di bloccaggio, chiave o pulsante, che impedisca il movimento di apertura di tutto il sistema di chiusura.
  • Il gocciolatoio in alluminio dovrà essere fissato (incollato o avvitato) in modo da non poter essere rimosso e, così, rendere visibile il sistema di chiusura.
  • Nelle finestre a due ante la battuta centrale esterna dovrà essere possibilmente incollata ed avvitata, per usufruire dei vantaggi da tutti e due i tipi di fissaggio.
  • La scelta del vetro camera dovrà essere fatta in funzione alla classe di resistenza anti effrazione che si vuole ottenere. Pertanto dovranno essere utilizzati particolari vetri di sicurezza costituiti da due o più lastre incollate tra loro mediante una pellicola trasparente, denominata “plastico”. Tali realizzazioni fanno sì che sfondare un vetro è molto difficile se non con grande dispendio ti tempo e di fatica. Allo stesso tempo, questi vetri sono anche anti infortunistici, perché, in caso di rottura, i vetri rimangono attaccati alla pellicola. Fai attenzione che è inutile montare un vetro con classe elevata (tipo anti proiettile) se la struttura non è adatta a tale utilizzo. Come sempre, vale la regola dell’equilibrio.
  • Altro elemento riguardante i vetri è che si deve avere molta cura nel montarli all’interno dell’anta, incollandoli con collanti strutturali compatibili con il butile del vetro camera al fine di realizzare un elemento monolitico.
  • I listelli ferma-vetro utilizzati dovranno essere fissati all’anta tramite viti, al fine di dare maggiore resistenza al sistema.

Infine, per avere una vera finestra anti effrazione, insieme a tutte queste caratteristiche del serramento occorrerà progettare accuratamente la posa in opera prevedendo dei punti di fissaggio al muro distribuiti sul perimetro del telaio a una distanza non superiore ai 25 cm l’uno dall’altro.


Conclusioni

Proteggere la tua casa e vivere tranquilli è possibile.
Logicamente tutte le scelte indirizzate a questo scopo non possono essere prese a caso o sottovalutate ma, al contrario, devi sapere che – per essere maggiormente tranquilli – occorre integrare i sistemi di sicurezza passiva (finestre, grate, persiane, ecc.) con quelli di sicurezza attiva (sistemi d’allarme e video sorveglianza).

Affidarsi a un professionista serio che rispetti tutte le fasi per la realizzazione e il montaggio di una finestra anti effrazione, svolgendo il suo lavoro con competenza e onestà, resta sempre la migliore soluzione per essere soddisfatti e sereni. 

Se vuoi saperne di più contattaci e ti indicheremo il Rivenditore Autorizzato Pompeja più vicino a te che saprà rispondere a tutte le tue domande.

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